KINKI CLUB

Il locale notturno di Bologna

LA NOSTRA STORIA

Il locale è posto a 20 metri dalle Due Torri che sono, oltre che il simbolo di Bologna, anche il punto inteso dai bolognesi come “il centro” per antonomasia.

È anche il più vecchio della città, infatti fu inaugurato nel 1958.

Quando aprì si chiamava “Whisky a go go”. Il nome rende benissimo l’idea della moda, importata dagli Stati Uniti, di quegli anni.

Infatti era costume acquistare un battiglia di whisky ( o altri alcolici) e tenerla in appositi armadietti muniti di serratura, che il locale metteva a disposizione, consumandola poi a piacere in una o più serate.

In perfetta linea con le tendenze di allora (vedi il famoso Piper di Roma e lo stesso Whisky a go go di Los Angeles), la musica era esclusivamente dal vivo e tra i tanti gruppi che suonarono ricordiamo : I Giganti, Mal e i Primitives, Patty Pravo, e in esclusiva nazionale dopo il concerto del 26 maggio 1968 Jimi Hendrix che si è esibito in un after show.

Verso la metà degli anni sessanta, essendo allora dotato di ristorante, lancia la moda della spaghettata di mezzanotte riscontrando subito un grande successo essendo Bologna, da sempre, città di “biassanot” (viveurs notturni appunto),il dj era Lucio Dalla.

Poi cambia il nome in Champagne Club e si trasforma più in una sorta di night club nel senso che diventa più raffinato, anche a livello di arredamenti, pur mantenendo  sempre i connotati di sala da ballo.

Passa poi un periodo in cui si chiama Pubsi , un locale più diurno che notturno, essendo eletto luogo di ritrovo obbligato per studenti che “marinavano” la scuola (erano gli anni ’70 e quella era la moda che imperversava).

Dal 1975 diventa Kinki, ma anche un locale “only man”, il primo della città e probabilmente il più conosciuto d’Italia visto che accorrevano da ogni dove nelle quattro serate di apertura. È un mondo non molto diverso; le serate si alternano tra musica mixata e performance live.

Tra gli abitué del palco troviamo alcune delle più importanti icone gay:  Loredana Bertè, Cristiano Malgioglio, Marcella Bella, Rossana Casale, Amanda Lear, Luciana Turina, che, parole sue , qui ha vissuto momenti splendidi , e torna sempre molto volentieri quando è nei paraggi.

Alle pareti preziosi e audaci dipinti dell’artista Fabrizio Passerella pubblicati sulla rivista Domus in un importante articolo a firma Francesca Alinovi.

Dai primi anni 80 – gli anni in cui Bologna era ancora la capitale culturale italiana – piena di creativi e pulsante di stimoli e spunti, il locale si apre a un pubblico più eterogeneo e assume la dimensione del Club Underground ; il Kinki dal 1985 al 2005 ininterrottamente è l’avanguardia del movimento House italiano, certificato dalle molteplici menzioni su importanti testate del settore e glamour, e a lungo nei primi posti della classifica europea di ID.

Tra i clienti moltissime star nazionali ed internazionali.

Il Kinki è citato in 5 libri :

“Un Week end Post moderno” di PierVittorio Tondelli (pagg. 176, 187)

“Non ci resta che Hollywood” di Deborah Montagnani

“Come un pugno di farina” di Marco Ganzetto

“Sangue” di Mario Fortunato

“Chi ha ucciso i Talk Talk” di Saverio Fattori

Compare in molti testi storici sul movimento House e Underground, sulla copertina del libro “Fluo” di Isabella Santacroce, su Vogue Australia e moltissimi altri.

Nel 2015 si sono svolti i Party per i 40 anni di storia dai quali è stato estratto un libro “Una Notte Lunga 40 Anni” ed. Damiani.

“UNA NOTTE LUNGA 40 ANNI”

Per ordinare il libro contattaci all’indirizzo kinkiclubbologna@gmail.com.
Prezzo libro: 25€