BACK TO TOP

Kinki Club Official Site

Kinki club arredi 1980

Il Design #1

Le trasformazioni attraverso il design: anni ’80.

Ecco il secondo articolo che racconta quasi 50 anni di puro Club attraverso le decadi, le mode, le innovazioni, la cultura popolare, insomma tutto il passaggio tra un secolo e l’altro dal punto di vista del Kinki e dei protagonisti che lo hanno fatto e vissuto.

Speriamo che lo troviate interessante , almeno dal punto di vista storico.

Tutti questi articoli li trovate anche su Instagram https://www.instagram.com/kinkiclub/

Oggi ci dedichiamo al design e agli arredamenti. Avendo il Kinki cambiato molte volte i suoi interni, i post sull’ argomento saranno diversi.

Nell’ Aprile del 1983, la visione di Francesca Alinovi fa comparire il Kinki sulle pagine della rivista cult per il design Domus e ne descrive gli arredi. 
È il debutto sui media importanti che si occuperanno sempre del locale per tutta la sua lunghissima storia.

Si era già nel pieno trend che vedeva importantissimi architetti occuparsi della realizzazione di intere strutture destinate a diventare discoteche, usufruendo di moltissimo materiale povero di recupero e molta innovazione tecnologica che in quegli anni inizia a svilupparsi velocemente. 
Il Kinki ha sempre seguito questo trend per decenni e pubblicheremo, in questo e in prossimi post, tutti gli arredamenti che, negli anni, lo hanno sempre mantenuto all’ avanguardia e trasgressivo, riservandovi qualche grossa sorpresa..

Questo descritto dalla Alinovi è il primo arredamento di cui chi scrive ha traccia relativamente al Kinki.
È un allestimento realizzato da Fabrizio Passarella e Giovanni Margotto con moltissimo materiale reperito a Cinecittà. 
L’ ambiente è pompeiano, ed essendo ancora un locale strictly gay, alle pareti ci sono enormi dipinti che richiamano a pratiche sessuali esplicite.

Colonne illuminate, ampi tendaggi al soffitto, vasche, fontane girevoli, capitelli e statue rendono l’ ambiente molto caldo.

Siamo ancora in anni dove le consolle non sono al centro dell’ attenzione, quindi non riusciamo ad inividuarle alla prima occhiata.

Le ultime tre foto sono del successivo allestimento, circa 1984 designer sconosciuto: 
pareti buie, giochi di vernice fluorescente, di teste e di mani sulle pareti e sui tavoli che escono alla luce del wood.
Le colonne sono chiuse da plexiglass e illuminate da neon, esattamente come le abbiamo viste riproposte, nel concetto, tali e quali in questi anni. Specchi e comodi divani finiscono un arredo minimale ma d’impatto.

#kinkiclub#kinkiclubbologna#francescaalinovi#domus#arredamenti#avanguardia#trasgressione#design#gayclub#clubculture#historyclub#kinkiunanottelunga40anni#club#music#bologna#bolognacentro

Rispondi

Social

Seguici sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: